en

BLOG

Un diario nato per raccontare "senza filtri" l'agenzia attraverso la voce dei suoi attori. Un intreccio di storie e di esperienze per scoprire anche il backstage – easy & smart – del nostro lavoro.

 
 

Xiamen

26 gennaio 2015

Siamo rimasti che tornavo in Italia per concludere gli studi, ma a quanto pare neppure questo mi ha potuto tenere lontano dalla Cina.

Ma d’altronde era scritto: volevo scrivere la tesi all’estero e una parte della tesi è dedicata alla legislazione cinese. Se due più due fa quattro, dovevo tornare in Cina… – di Alessia Placchi

Grazie ad una borsa di studio del Governo Cinese ho ora l’opportunità di studiare alla Xiamen Daxue, una delle top universities della Cina, nonché il più bel campus universitario del paese.

Già prima di partire ero consapevole che non sarei tornata a Beijing e la cosa tutto sommato mi elettrizzava ancora di più. L’obiettivo era “cinesizzarsi”.

Neanche a dirlo, qui è tutto più “cinese”. Oltre al campus, che si estende a ridosso di una zona collinare molto verde e costeggia per un lato il litorale di Baicheng beach, qui non si trovano molti supermercati occidentali, il cibo è diverso e l’”inglese” non lo sanno pronunciare nemmeno in cinese. Ma tutto sommato qualcosa di familiare c’è: ristorantini, stretti vicoli, venditori ambulanti di frutta e verdura, chuariti,…. Allora tutto a posto, siamo nella “mia” Cina, devo solo abituarmi alla novità.

IMG_0152

IMG_0034

IMG_0205

Nel giro di pochi giorni, inizio a seguire i corsi di diritto cinese, faccio amicizia con gli altri studenti internazionali, mi compro una super bici di dubbia provenienza e inizio a girarmi la città.

Prima cosa da fare, il Residence Permit (o anche detto permesso di soggiorno. Mi sento un po’ clandestina…..). Raccatto tutta la documentazione dell’università, passaporto, esami vari e vado alla ricerca di questo fantomatico Exit-Entry Xiamen Public Security Bureau. Nonostante sia facilmente raggiungibile in pullman, decido di andare in bicicletta confidando nel mio senso dell’orientamento, ma soprattutto perché qui gli autisti credono di guidare ancora delle biciclette e quindi è un continuo “scartare” macchine, pedoni e ostacoli vari.

Ovviamente mi perdo ma solo per pochi minuti. Mi è sufficiente chiedere la direzione ad un adorabile vecchietto e trovo il building.

Ora si apre il capitolo sull’amministrazione burocratica cinese: al desk informazioni le tizie vedono che sei straniero e anche se parli cinese ti rispondono con un’alzata di braccio. Questione d’abitudine….. Nel mio caso però l’addetta dell’ufficio oltre a indirizzarmi con la mano, mi borbotta “san lou”, il che mi fa capire che devo prendere la scala mobile fino al terzo piano.

Al terzo piano chiedo informazioni convinta di essere nel posto giusto al momento giusto, ma non è così….mi rimandano, infatti, al primo piano per fare la foto digitale. Torno al desk informazioni del primo piano, altra alzata di braccio per indirizzarmi all’ufficio giusto, dove ovviamente trovo una fila assurda…

Fatta la foto, torno al terzo piano e attendo il mio turno. Nulla di più ovvio direte voi, ma non in Cina, dove nessuno sa cosa voglia dire rispettare una fila. Per questo devi adattarti al costume e “agguantare” l’addetta non appena si libera.

Per fortuna il resto della procedura si svolge rapidamente, ma sono già quasi le 4.

Scendendo dal palazzo, rimango colpita da un ammasso di piccole casette (più baracche a dire la verità) che stonano fortemente con lo stile nuovo e impettito del palazzo governativo in cui mi trovo.

D’altronde la situazione non mi è nuova, la Cina è tutta in miscuglio di diversi stili architettonici, dai palazzi futuristici di recente costruzione ai modelli urbanistici socialisti degli anni ’60 e ’70. Ma io sono curiosa e non riesco a non entrare. Rimango colpita dalle indicazioni affisse ad un muro…sono anche in inglese! Forse ho fatto bene a non andare direttamente a casa.

E infatti, scopro che in questo piccolo quartiere di case basse, vie strette e panni appesi ovunque, sono nati e cresciuti alcuni importanti poeti, educatori e scrittori cinesi nativi di Xiamen, come ad esempio Li Xi, educatore che istituì una delle prime scuole materne della città o Ouyang Zhen, studioso presso l’Università di Xiamen e calligrafo famoso in tutta l’Asia tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento. Entrambi morti durante la guerra Cino-Giapponese.

Certo non siamo di fronte a un Pirandello o a un Verga, ma è solo un esempio di come ogni cultura, per quanto diversa, abbia i propri eroi e li ricordi con orgoglio.

IMG_0202

Esco dal labirinto di vie e mi avvio verso casa. Ho deciso di non visitare subito i classici luoghi turistici di Xiamen, tipo il tempio Nanputuo o il Giardino Botanico, che assolutamente meritano di essere visti ma per ora preferisco gironzolare a caso per la città.

Detto fatto! A metà strada noto un cartello con scritto Railway Cultural Park e i binari a terra mi dicono che qualche tempo fa qui sorgeva una stazione dei treni. A nord e a Sud della trafficata Siming Nan Lu, seguendo il vecchio tragitto dei binari si estendono due piccole aree immerse nel verde, di cui una, a sud, sbuca sulla strada costiera da cui si vede l’isola di Gulangyu, l’altra, a nord prosegue verso la Collina del Tamburo (Gushan) e sbuca dall’altra parte.

Il tragitto a nord è piuttosto lungo ma, nonostante la fame che avanza, decido di attraversare tutta la galleria, ora adibita a museo fotografico della vecchia Xiamen, e sbuco dall’altra parte, dove dalla vegetazione sembra davvero di essere nella Jungla.

Immersa in quest’ambiente, rimango incuriosita da un uomo seduto che agita una foglia di palma verso un qualcosa a terra. Terrore quando mi rendo conto che si tratta di un piccolo esemplare di Ophiophagus Hannah, ovvero un cobra!

Mi fermo. Sorrido al tipo. Lui ride. Io gli chiedo “Keyi ma?” ovvero “posso?”- Lui ride, mi fa cenno di si e mi dice “meiguanxi” ovvero non ti preoccupare…….eh insomma penso io.

Avanzo stando a distanza di sicurezza e il cobra mi segue con lo sguardo e il signore tutto divertito mi informa che sta osservando i miei movimenti, come se non lo avessi capito…

Superato il momento di panico, la mia eccitazione è a mille e voglio assolutamente fare una foto per testimoniare l’evento, purtroppo la mia mano freme ed è venuta leggermente mossa…

IMG_0222

IMG_0237

IMG_0234

 

Dopo essere tornata alla bici proseguo in direzione del campus universitario e capisco perché consigliano di andare in bus. La salita di fronte a me è a dir poco ripida.

Giro a destra in Fengchaoshan Lu, che verso sera si trasforma in un mercato all’aperto con ogni genere di articoli, dalle scarpe, alle pentole, al cibo e pedalo fino all’incrocio ormai famigliare che porta poi all’ingresso principale dell’università.

Siamo nella zona di Shapowei che se non ricordo male dovrebbe essere una piccola baia. Infatti, addentrandosi a destra di Daxue Lu, in una via grigia che non sembra portare da nessuna parte scorgo l’imbarcadero: una striscia d’acqua chiusa dalle case, che sfocia in mare solo attraverso un piccolo sbocco a sud.

E’ un paesaggio molto decadente che mostra visibilmente tutto il peso del tempo. Le case che affacciano sul porto sono diroccate, le barche coloratissime, ammassate le une alle altre e sembrano più delle chiatte abbandonate alle intemperie. Eppure per me ha un ché di fascino. Gli abitanti della zona la chiamano baia dei cento anni.

IMG_0249

Ormai è scesa la sera ed è tempo di cena. Sushi coreano a gogò!

Dopo cena, la scenografia cambia completamente. Con degli amici raggiungiamo la Marco Polo Area, una zona molto più occidentale, piena di centri commerciali, boutique, ristoranti, locali alla moda che si estende attorno a una serie di laghetti e canali.

Di sera la città ha tutto un altro aspetto: le linee dei ponti illuminate e i palazzi ricoperti di led fluorescenti, creano un bellissimo gioco di luci e colori.

IMG_0060_2

IMG_0239_2

 

In quest’area si può avere un’idea di quello che sta diventando la Cina. Qui, infatti, “folleggiano” i cinesi ricchi di Xiamen. Tra tea house super raffinate, ristoranti lussuosi (e dispendiosi se si pensa agli standard cinesi), macchine da capogiro, locali da “mille e una notte”.

IMG_1444

Si può godere di un meraviglioso panorama, salendo in cima alla Marco Polo Hill e visitando il suo osservatorio astronomico.

Il nostro tour prevede una tappa sul lungo mare di Hai Bian ()pieno di ristoranti/bar con live music latina; e, camminando nei dintorni, è stata assolutamente una sorpresa scoprire che nell’adiacente parco di Haiwan, “esiste” (perché esiste davvero…) la verde collina dove abitano i Teletubbies! (per chi non lo sapesse si tratta di cartoni televisivi per bambini).

IMG_0671

Trascorriamo una divertente mezz’ora al parco, che a differenza dei nostri è animato da famiglie, bambini, giovani e anziani fino a tarda sera. Non deve sorprendere la vitalità dei parchi cinesi, qui il parco è un luogo di ritrovo pieno di divertimenti (alcuni hanno anche al loro interno dei veri e propri luna park), attività sportive, giochi, ecc.

La serata si conclude al The Key, un cocktail bar con band filippina dal vivo e al cinesissimo club 1801, kitsch, affollato, ma pieno di cinesi ‘generosi’ che bramano per offrirti da bere e farti sedere al loro tavolo solo perché sei occidentale.

 

COME ARRIVARE

Xiamen University 大学

  • in taxi: fatevi portare all’ingresso principale ovvero il West Gate dell’università 大学西, questo si trova in Yanwu Lu ( 演武路 ).
  • in bus: dipende da dove siete, ma praticamente tutte le linee di Xiamen passano dall’università (20, 22, 29, 47, 48, 57, 92, 96, 122, 135, 659, 751, 857, 943,) fermata Xiada Xicun ( 厦大西村站 ).

Baicheng Beach白城浴

  • in taxi: indicate al tassista Daxue Lu ( 大学路 ) o direttamente Baicheng Beach ( 白城浴)
  • in bus: Vi passano molte linee (2, 20, 22, 29, 47, 48, 57, 86, 87, 92, 96, 112, 122,135, 310, 659, 751, 857) fermata Xiada Baicheng (厦大白城).

Public Security Bureau (e la sottostante area di casapule)

  • in taxi: numero 64 di Zhenhai Lu (海路64)
  • in bus: potete prendere varie linee (8, 19, 32, 86, 96, 123, 139, 659, 857, 951, 959), fermata Diyi Yiyuan (第一医院站 ) e si trova dall’altro lato della strada. Per entrare nel reticolo di vicoli e case sottostante bisogna semplicemente proseguire dietro il public security bureau. E’ la zona compresa tra Zhenhai Lu a nord-ovest (镇海路) e la via pedonale di Zhongshan Lu a est/sud-est (中山路)

Haiwan Park 海湾公园

  • in taxi: l’indirrizzo esatto è Hubin North Road ( 北路), ma dovrebbe essere sufficiente dire al tassista 海湾公园

Railway Cultural Park 路文化公园

Vi consiglio di accedervi da Siming Nan Lu ( 思明南路 ). Semplicemente fermatevi quando vedete dei binari attraversare la strada principale.

Shapowei沙坡尾

  • in taxi: mostrate la scritta shapowei in cinese (沙坡尾).
  • a piedi: dal West gate dell’università proseguite sulla sinistra fino all’incrocio, all’incrocio svoltate a destra in Daxue Lu, direzione Ovest (大学路). e proseguite diritto. Alla fine della via, la strada sembra biforcarsi o a destra o a sinistra, ma dovete proseguire dritto in una via più nascosta che costeggia il Xiamen art zone e proseguire finché non scorgete gli attracchi delle barche.

Marco Polo Area

  • in taxi: semplicemente dite al tassista “Marco polo”, cercando di pronunciarla un po’ alla cinese (quindi sostituendo leggermente la r con la l e mettendo un po’ di accento finale).

The Key  乐褀

  • in taxi: semplicemente chiedete di portarvi a Haiwan Park (海湾公园)e se volete essere più sicuri chiedete della zona di Hai bian (), ovvero il lungomare pieno di ristoranti e locali.

1801 club

  • in taxi: dite al tassista i relativi numeri in cinese ovvero “yaobalingyao” in caratteri (一八一).

 

 

 

 

XIAMEN

I left you that I was going back to Italy to finish my studies, but apparently even that was able to keep me away from China.

It was written in some ways, I would like to write my thesis abroad and a part of the thesis is devoted to Chinese legislation.

If two plus two equals four, I had to go back to China…. Thanks to a scholarship from the Chinese government have now the opportunity to study at Xiamen Daxue, one of the top universities of China, as well as the most beautiful campus in the country.

Even before I left I was convinced to not come to Beijing again, but trying something different, something more Chinese…. That’s why Xiamen seemed to be right choice at that time.

I have to say, indeed, that here everything is more “Chinese”. Apart from the campus, which extends closely to a very green and hilly area along the beach side of Baicheng, the City reflects a strong-rooted Chinese environment: there are not many Western supermarkets, the food is different and Xiamen people, ” English”, do not even know how to pronounce it in Chinese. But all in all, there’s something familiar: restaurants, narrow streets, vendors of fruit and vegetables, chuar-places,… So all right, we are in the China, I hardly know and I love, I just have to get used to the new.

Few days from the first impact, Chinese law classes began and new international classmates came to become closer friends. I bought a super “Chinese” bike of dubious origin and I began to drive around the city.

First thing to do: the Residence Permit. I pick up all the documentation from the university, passport, various tests and I launch myself  in search of this, almost uncatchable, Exit-Entry Xiamen Public Security Bureau.

Although it is easily accessible by bus, I decide to ride, sure that I realized the road, and mainly to avoid the terrible Xiamen-driver attitude to drive bus like they were driving bicycles and so it is a continuous “unwrapped” cars, pedestrians and other obstacles…

Obviously I get lost, but only for a few minutes. Nothing easier that ask for directions to a lovely old “Chinese” man and I find the building.

Now I want to open the chapter on Chinese bureaucratic. As can you imagine is a mess.

The women at the info desk are far away from being helpful, and supposing you are a foreigner that don’t speak Chinese, they will reply shrugging an arm or similar. Matter of habit…. In my case, however, the officer, kindly improves her shrug with a grumble “san lou”, which makes me realize that I have to take the escalator to the third floor.

On the third floor I went self-confident to the desk in the belief I was in the right place at the right time, but it is not so … .I have indeed to go back to the first floor to make a digital photo.

Once again at the information desk on the first floor, another shrug to direct me to right place, where I find obviously an absurd row…

Finally got the photo, I go back to the third floor and wait for my turn. Nothing easiest, you would say, but not in China, where nobody follows the line. That’s why you have to conform to this habit in China and “grasp” the officer as soon as he’s free. Once carried out the rest of the procedure, is already almost 4pm

Coming down from the building, I am struck by a cluster of small houses (more shacks to tell the truth) that clashes sharply with the new and formal style of the government building where I am.

Actually, the situation is not new to me. China is a mixture of different architectural styles, from the futuristic buildings newly built to the urban socialist models of the 60s and 70s.

But I’m curious and I can’t retrain myself to enter. I am struck by the signs affixed to a wall … they are also in English! Maybe I made a good choice not going straight home.

And in fact, I find out that, in this small neighbourhood of low houses, narrow streets and cloths hanging everywhere, were born and grown up several important poets, educators and writers native of Xiamen, such as Li Xi, an educator who established one of the first nurseries of the city or Ouyang Zhen, a scholar at the University of Xiamen and calligrapher famous throughout the whole Asia between the ’20s and’ 30s. Both died during the Sino-Japanese War.

We’re not in front of a Pirandello or Verga, of course, but is just an example of how every culture, as different it can be, has its own heroes and remember them with pride.

Got out of the maze of streets, I prepare to go home. On the way, I decide to wander randomly around the city, instead going immediately to the classic tourist spots of Xiamen, such as the Nanputuo temple or the Botanical Garden, which absolutely deserve to be seen.

Just said that and my attention is caught by a sign saying Railway Cultural Park and the tracks on the ground tell me that some time ago here there was a train station.

To the north and south of the busy Siming Nan Lu, following the old route of the tracks, there are two small areas surrounded by trees. The one to the south that comes out on the coastal road where you can see the island of Gulangyu; the other on the north continues under the Drum Hill (Gushan) and comes out the other side.

The walk on the north site seems to be quite long but, despite the hunger advances, I go through the gallery, now a memorial photo of the old Xiamen, and come out the other side, where the vegetation leave me think to be really in the Jungle.

In this context, I’m curious by a man shaking a palm leaf to something on the ground. Terror when I realize that this is a small sample of Ophiophagus Hannah, also known as cobra!

Like in a comic, I stop seeing the snake. I smile at the guy. He laughs. I ask him, “Keyi?” that is “Can I?” – He laughs, summons me and says “meiguanxi” (i.e. do not worry)…… .Eh easy to say, I think.

Walking at a safe distance, the cobra keeps following me with its eyes and the man, amused, remarks that the snake is watching my movements, as if I had not realized…

Left the panic behind me, I was too excited to don’t take a picture, unfortunately my hand shakes and the pic is slightly blurry.

Bcak on the main street, on the way to the campus, I understand why people recommend the bus. The climb in front of me is pretty hard.

Turning right in Fengchaoshan Lu that in the evening turns into an open-air market with all kinds of items, from shoes, to pots, food and so on, I finally arrive at the cross, quite familiar now, which leads to the main entrance of the university.

We are in the area of Shapowei, which if I remember correctly should be a small bay.

In fact, entering the right of Daxue Lu, hidden behind a group of small buildings, I find the bay: a strip of water enclosed by houses, which flows into the sea only by a small outlet to the south.

A very decadent landscape opens to my view that visibly shows all the weight of time. The houses that overlook the harbour are in ruins; the colourful boats, stick to each other, seem to be more abandoned barges. Locals call it the Bay of Hundred Years and for me has a kind of charming atmosphere.

Now night is coming and it is time for dinner: Korean sushi!

After dinner, the scenery changes completely. With some friends we reach the Marco Polo Area, an area much more Western, full of shopping centres, boutiques, restaurants, trendy bars, with nice lakes and canals.

At night, the city has a completely different aspect: the LED lights of the bridges and the buildings create a beautiful play of light and colours.

In this area you can get an idea of what is becoming China. Here, in fact, is the place where the rich Chinese of Xiamen groove on in refined tea houses, expensive restaurants, luxury cars, clubs in “Arabian Nights” style.

The view is wonderful on top of the Marco Polo Hill and better from its observatory.

Our tour includes a stop on the side of Hai Bian, full of restaurants / bars with live music, and, walking around, I was absolutely surprised to find out, in the adjacent Haiwan park, the green hill (that really exists…), where the cartoon Teletubbies live!

We spend a funny half an hour at the park, which contrary to ours in Italy, is enlivened by families, children, young and old people until late.

The evening ends at The Key, a cocktail bar with live Filipino’s band and after that at the 1801 club, kitsch, crowded, but full of ‘generous’ Chinese who yearn to get you a drink and to invite you at their table just because you are western.

 

Xiamen University 大学

  • by taxi: the main entrance is the West Gate 大学西, in Yanwu Lu ( 演武路 ).
  • by bus: it depends on where you are, but almost all the lines bring you at the University (20, 22, 29, 47, 48, 57, 92, 96, 122, 135, 659, 751, 857, 943,) get off at the stop Xiada Xicun ( 厦大西村站 ).

Baicheng Beach白城浴

  • by taxi: say to the driver Daxue Lu ( 大学路 ) or directly Baicheng Beach ( 白城浴)
  • by bus: different lines are availables (2, 20, 22, 29, 47, 48, 57, 86, 87, 92, 96, 112, 122,135, 310, 659, 751, 857), stop Xiada Baicheng (厦大白城).

Public Security Bureau (and the neighbourhood below)

  • by taxi: number 64 of Zhenhai Lu (海路64)
  • by bus: various lines (8, 19, 32, 86, 96, 123, 139, 659, 857, 951, 959), get off at the stop Diyi Yiyuan (第一医院站 ) and the building is on the opposite side of the road. To enter the neighbourhood below, just go behind the public security bureau. This area is included between Zhenhai Lu (镇海路) on north-west side and the pedestrian road of Zhongshan Lu on the east/west-east side (中山路).

Haiwan Park 海湾公园

  • by taxi: the right address is Hubin North Road ( 北路), but it’s enough to say to the driver Haiwan Park海湾公园

Railway Cultural Park 路文化公园

My suggestion is to access from Siming Nan Lu ( 思明南路 ). Stop when you see the tracks crossing the main road.

Shapowei沙坡尾

  • by taxi: show the name in Chinese characters (沙坡尾).
  • by foot: from Xiamen University West Gate turn on the left, at the cross/at the light turn on the right in Daxue Lu, (大学路) and keep going on. At the end of the street, leave the main road (which turns on the right side) and go straight on in a narrow road which runs along the Xiamen art zone and go ahead till you can see the bay.

Marco Polo Area

  • by taxi: say to the driver “Marco polo”, and he will stop at the Marco Polo Hotel. From there you can just walk around.

The Key  乐褀

  • by taxi: simply go to Haiwan Park (海湾公园)or to Hai bian (),

1801 club

  • by taxi: say to the driver the corresponding Chinese numbers “yaobalingyao” (一八).

 

Pubblica un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.