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Un diario nato per raccontare "senza filtri" l'agenzia attraverso la voce dei suoi attori. Un intreccio di storie e di esperienze per scoprire anche il backstage – easy & smart – del nostro lavoro.

 
 

Un giorno negli Hutong

5 giugno 2015

Un frullato alla vaniglia e una fetta di torta, pc acceso e una leggera musica jazz di sottofondo. Niente di particolare direte voi. Ma qualcosa di diverso c’è….perché sono seduta al The Yard Cafè, uno dei tanti localini che animano il Wudaoying hutong di Beijing (Pechino). di Alessia Placchi

Il locale ha un’ambientazione tipicamente cinese: alte sedie in legno scuro, muro grigio volutamente lasciato scrostato, quattro lampade, soffitto a travi, pochi quadri e l’immancabile paravento. La canzone però non è cinese: dice “I’m in heaven” e anche a me sembra così.

 

Il The Yard è uno dei locali più raffinati ricavati da un Hutong: appena entrati ci si trova in una piccola corte interna dominata da un grosso albero al centro. I rami riparano i tavolini tutto intorno e servono ad appendervi le lanterne. Il locale fa da ristorante, tea house, privè e salendo sulla terrazza anche da ottimo punto panoramico sui tipici tetti degli Hutong.

 

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Ecco Hutong. Vi chiederete cosa siano. Semplicemente l’anima di Pechino. Gli hutong (il termine deriva dal mongolo e significa “sentiero”) sono prima di tutto vicoli dove vive la gente, ma vivere qui ha un significato più movimentato che da noi: gli hutong pullulano di mercati e ogni tipo di commercio, dalle porte rosse delle case si riversa in strada un sacco di caos (e anche un po’ di sporcizia), dappertutto biciclette, motorini elettrici, venditori ambulanti, cani e bambini che giocano.
Gli hutong sono sparsi un po’ ovunque per la città (si dice che ci siano più hutong a Pechino che peli su una mucca), ma non è detto che sarà sempre così. Inglobati nel flusso di urbanizzazione di questi ultimi decenni molti sono stati spazzati via per fare posto ai grossi compound e alberghi moderni.

Gli hutong a Pechino sono un reticolo pittoresco di vicoli, generalmente orientato da est a ovest secondo i dettami del feng shui e con nomi degni delle calli veneziane: vicolo della fortuna o della felicità, vicolo dei fagiolini fritti (ovviamente perché ospita il mercato dei fagiolini), vicolo dei tre che non invecchiano mai (di ispirazione buddhista). E’ un paesaggio decadente, ma anche per questo affascinante.

 

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Da Beixinqiao verso il Lama Temple, uno dei più bei templi pechinesi, oltre a caffè, ristoranti e baracchini da street food si trova praticamente qualsiasi tipo di oggetto buddhista, dall’incenso ai rosari. Da qui si arriva al Wudaoying Hutong che come molti di questi vicoli sta diventando un luogo di tendenza per i cinesi moderni. Qui i negozietti sono piccoli ma curati nei minimi dettagli.

Quello che rende però il Wudaoying speciale sono i suoi locali. Ce n’è uno per ogni gusto: il Coffe Books, colorato e zeppo di libri; il Veggie Table, per vegani e non; il Cafè Indie, in stile un po’ coloniale; il Ben Bar, completamente addobbato con bandiere e stendardi buddhisti; il The V, tetro e in stile Vampire’s Dairy; il Rosemary, dove un gigante coniglio di pezza ti invita ad entrare e persino un Panda Brew in cui si servono Pandabirre.

 

 

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Qui mi è capitato che un cinese dall’inglese tentennante mi invitasse ad entrare nel suo bar, cioè una stanza dalle dimensioni di un ripostiglio, dove esattamente quel giorno avevano organizzato una degustazione di caffè locale. Il caffè non era eccezionale, ma non dovremmo fare gli italiani schizzinosi, soprattutto quando scopriamo che per farlo viene utilizzata una vecchia macchina da caffe italiana, una Casadio Dieci probabilmente di vent’anni fa…

 

Dall’interno del The Yard si vede scendere la sera, attendo il mio amico Ankit, Indiano di nascita, Singaporiano di adozione, Beijinger per scelta, e insieme ci muoviamo nella vicina zona di Gulou Dong Dajie (Viale Est della Torre del Tamburo) per infilarci in un altro piccolo hutong molto famoso per i laowai che vivono a Beijing. Qui si trova infatti uno dei ristoranti di dumpling migliori della città, più volte premiato dalla rivista The Beijinger per la sua cucina, il Mr. Shi Dumpling.

 

Il sig. Shi, proprietario e gestore, è un cinese simpaticissimo eternamente sorridente. Suo figlio è lui in miniatura. L’ambientazione del locale è molto semplice, cartoline, banconote di piccolo taglio e vecchie foto spuntano da sotto i vetri dei tavoli. I muri bianchi invece sono stati lasciati alla creatività degli ospiti che, come si può vedere dai graffiti, vengono da ogni parte del mondo. Ci gustiamo dei fantastici ravioli fritti con carne e verdure e una buona Tsingtao.

 

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Dopo cena ci si potrebbe addentrare negli hutong adiacenti per sperimentare gli altri locali della zona, come il Modernista con la sua ambientazione alla Parigi anni ‘20, il Mi Bar e i suoi ottimi cocktail, il Zajia Lab avvolto nella penombra, ma molto tipico e accogliente. Ma abbiamo altri programmi, ci attende un housewarming party di alcuni amici italiani che vivono proprio in un hutong della zona e la serata finirà molto probabilmente al DADA club.

 

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L’indomani mattina mi sveglio con un desiderio incontrollabile di pancakes. Per fortuna Beijing offre anche questo e a due passi da dove mi trovo io. Prima di muovermi dal mio hutong di Beixinqiao, la mia attenzione viene colta da un forte odore di barbecue. Mi spingo quindi fino al cortile adiacente e noto che si sta svolgendo un’allegra grigliata familiare. A 20mila km da casa la situazione sembra alquanto “casalinga”: spiedini alla griglia (chuan o chuar alla ‘pechinese’), verdure, atmosfera allegra, ragazzini che giocano, il cane che aspetta che qualcuno gli allunghi qualcosa. Il mondo non è poi così diverso.

            

 

 

 

Esco dal grande portone rosso dell’ingresso, percorro la via, svolto a sinistra e in pochi minuti mi trovo davanti a Grandma’s Kitchen. Già il nome suggerisce l’idea di una piccola bakery e infatti aprendo la porta sembra di entrare nella casa della nonna che ha appena sfornato i biscotti e solo le lanterne arancioni mi ricordano che sono in Cina. Mi godo il mio brunch: pancakes giganti, sciroppo d’acero, burro, frutta e un mega frullato alla banana e proseguo il pomeriggio da Grandma lavorando al pc.

 

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Vedendo il sole calare sempre più, mi viene in mente che sarebbe perfetto terminare la giornata con un tramonto a Houhai. Quindi mi dò appuntamento con delle amiche e volo con la bicicletta della mia sister Candice (dato che lo scooter, mio fedele compagno per mesi  aveva nel frattempo esalato l’ultimo ‘ruggito’), attraversando tutta Dongzhimen Nei Dajie fino al Lake District a nord della Città Proibita.

 

Arrivo giusto in tempo per godermi il momento migliore del tramonto ed è con questa immagine che vi lascio… per il momento.

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Sunset at Houhai lake district

 

 

COME ARRIVARE

 

Wudaoying hutong 五道胡同

 

  • in taxi: inutile far vedere al tassista il nome in inglese (o meglio in pinyin) tanto non capirebbero, abbastanza difficile dirglielo a voce perché se non usate i toni giusti non capirebbero ugualmente. Fategli semplicemente vedere la scritta in cinese Wudaoying hutong (五道胡同).Se vi fa segno di no con la testa, insistete un pochino e chiedetegli di portarvi sulla via del Lama Temple (雍和大街). Da qui dando le spalle al tempio attraversate la strada e proseguite sulla stessa via (lato ovest) in direzione nord fino al Costa Coffee. Wudaoying è il vicolo prima del Costa.

 

  • in metro: la fermata più vicina è quella di Yonghegong Lama Temple (雍和宫站). Questa fermata è raggiunta da due linee metropolitane: la Linea 2, ovvero la linea circolare e in questo caso prendete l’uscita C; oppure la Linea 5 uscita D. Da qui proseguite verso sud e Wudaoying è il primo vicolo sulla destra, appena dopo il Costa Coffee. Oppure potete scendere alla fermata di Beixinqiao (北新), uscita A, camminare per una decina di minuti per Yonghegong Street verso nord e Wudaoying è l’ultimo vicolo sulla sinistra appena prima del Costa Coffee.

 

 

Mr. Shi dumpling 师饺

 

  • in taxi: fatevi portare dal tassista in Gulou Dong Dajie (鼓楼大街) all’incrocio con il Baochao hutong (包抄胡同). Vi conviene farvi lasciare all’incrocio e proseguire dentro a Baochao hutong a piedi fino al ristorante. L’indirizzo completo è 包抄胡同74号,鼓楼大街

 

  • in metro: sconsiglio di andare in metro perché non ci sono fermate vicinissime. Una è quella di Gulou Dajie, (鼓楼大街站), Linea 2 o Linea 8, ma da qui bisogna camminare per tutta la vecchia via di Gulou Dajie, passare davanti alla Torre del Tamburo e proseguire verso sinistra in Gulou Dong Dajie fino ad arrivare ad a Baochao hutong. Oppure altra fermata della metro è quella di Nanluoguxiang (鼓巷站), da qui si può attarversare tutta Nanluoguxiang Alley e sbucare in Guolou Dong Dajie.

 

 

Grandma’s Kitchen 祖母的厨房

 

  • in taxi: si trova in Shique hutong (石雀胡同),ma essendo un hutong molto piccolo probabilmente non lo saprà, quindi fategli vedere la scritta in cinese 四北大街 (ovvero Dongsi Bei Da Jie) e fatevi lasciare all’incrocio tra Dongsi Bei Da Jie e Beixinqiao Zhang (四北大街在北新站路口). Procedete verso sud lungo il viale alberato e prendete il primo vicolo sulla sinistra.

 

  • In metro: Linea 5 scendete alla fermata Beixinqiao (北新桥站) uscita C, procedete verso sud e Grandma si trova nel primo vicolo sulla sinistra.

 

 

Houhai 后海

 

  • in taxi: Houhai (后海) è una zona quindi se al tassista dite semplicemente houhai potrebbe lasciarvi ovunque. Consiglio di accedervi da Di’anmen Outer Street (地安外大街), tenendo la Torre del Tamburo alle spalle, proseguite verso sud e svoltate alla prima a destra, è una via piuttosto piccola sovrastata da una porta/arco in stile cinses Da lì seguite la strada fino al lago.

 

  • In metro: Linea 8, scendete a Shichahai (什刹海站 ), proseguite verso nord tenendo la Torre del Tamburo di fronte a voi e svoltate a sinistra quando vedete l’arco cinese che sovrasta la via. Oppure potete prendere la Linea 6 o la Linea 8 e scendere alla fermata di Nanluoguxiang ( 鼓巷站 ), che è anche uno degli hutong più turistici e famosi della zona. Da qui potete percorrere tutta Nanluoguxiang da sud a nord e sbucare su Gulou Dong Dajie, svoltare a sinistra e camminare fino alla Torre del Tamburo (da qui seguire le indicazioni precedenti). Oppure dopo essere entrati in Nanluoguxiang, andare verso Ovest e perdervi negli hutong (il chè è sempre consigliabile perché si scoprono un sacco di cose interessanti). Da qui poi recuperate Di’anmen Outer Street e camminate fino alla zona di Houhai


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