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Un diario nato per raccontare "senza filtri" l'agenzia attraverso la voce dei suoi attori. Un intreccio di storie e di esperienze per scoprire anche il backstage – easy & smart – del nostro lavoro.

 
 

Festival dei giornalismi

5 Maggio 2014

Arianna Ciccone, co-fondatrice del Festival del Giornalismo che si è concluso ieri a Perugia, non me ne vorrà se ri – battezzo al plurale la sua creatura ottenne. È solo con intento cronachistico e sincero apprezzamento. Di Anita Lissonaimm7

 

Comincio proprio da Arianna, donna minuta ed energica, un concentrato di volontà e intelligenza, condito con molto senso dell’ironia e arguzia, geneticamente partenopei, che quest’anno, mi è sembrato, ha giocato un ruolo più pubblico rispetto ad edizioni passate, intervistando, presentando, duettando sul palco con big dell’informazione come Vittorio Zucconi, Paolo Mieli, Enrico Mentana e altri.

La vedevi minutamente onnipresente, passare disinvolta dal palco alle video riprese con I -Pad dei momenti più easy come aperitivi e incontri informali. Brava, ecco, semplicemente brava, soprattutto per averci creduto all’inizio e non aver mollato quando quest’anno sembrava che il Festival agonizzasse per mancanza di fondi.

Ma vengo a giornalismi. Una forzatura, ma solo per dire che oggi non sembra più adeguato il termine “giornalismo” a descrivere quella varia umanità professionale e quell’intensa energia intellettuale transgenerazionale che per 5 giorni ha pervaso le vie di Perugia, rincorrendo qualcosa come 223 o giù di lì incontri tutti a vario titolo imperdibili. Per averne un’idea basta consultare il programma. Si viene a Perugia per il Festival la prima volta per un giorno, per curiosità, poi due, tre e poi capisci che vale la pena di staccarsi per tutti e cinque i giorni da lavoro, famiglia, casa, amici, riposo (coincide sempre con un “ponte” italicamente vacanziero) per venire al Festival.

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Perugia – e in particolare il quartier generale del Festival, l’Hotel Brufani – diventa il luogo che realizza una community vera che, dimentica dei paletti di Ordini professionali ormai superati, mescola allegramente, ma con sincero senso di appartenenza, grandi direttori, guru internazionali dei social network, volti televisivi, intellettuali, professionisti della comunicazione, giovani, talentuosi aspiranti giornalisti, studenti, blogger e social media addicted. Traspone nella realtà questo mondo variegato, curioso, entusiasta nonostante tutto, ne diventa IL “social network” vero.

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Dove mai ti può capitare di incontrare i direttori dei più grandi quotidiani o i conduttori di programmi radiofonici mitici come Lateral, Tg Zero, La Zanzara, i responsabili di palinsesti e reti televisive, volti noti, grandi firme dei media internazionali o rappresentanti dei mega player del web, informalmente e amichevolmente rilassati, pronti a rilasciare interviste a RaiNews24 come a rispondere alle domande di semplici curiosi o a ritirare curricula, come ha simpaticamente fatto Beppe Severgnini con Gaia Martignetti che ha probabilmente trovato lavoro intervistando lui ed altri big in diretta, proprio su come può trovare lavoro in una redazione un giovane, sullo sfondo di una quinta fatta da un “uomo-sandwich” 🙂

E io, perchè ero lì? Un piccolo aneddoto per cominciare a spiegarlo. Arrivo a Perugia mercoledì 30 aprile, in ritardo sulla tabella di marcia, ma in tempo per correre alla Sala Notari dove trasmettono in diretta il mio Tg preferito, il TgZero di Radio Capital. La coppia ZucconiBuffoni riesce a raccontare i fatti salienti del giorno mescolando acume giornalistico, ironia ed auto-ironia, conoscenza dei fatti, ma anche sano buon senso. Scopro, per un simpatico gioco di Zucconi che cerca in sala milanesi in grado di correggerlo su alcuni detti popolari meneghini che cita a commento di domande del pubblico, di essere praticamente la sola presente su almeno due o trecento persone. La sola proveniente dalla capitale dell’informazione? Un caso mi si dirà, ma utile per me a dimostrare che ancora molto deve fare Arianna per coinvolgere la multiforme community dei “giornalismi”.

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Qualche annetto di esperienza (i conti li lascio fare a voi), sia come giornalista iscritta all’Ordine, sia come Capo Ufficio Stampa per grandi aziende al timone di questa Agenzia, mi fa pensare che non dovremo mai smettere di confrontarci su quali sono i valori e i modelli che caratterizzano la nostra professione,  specie in un momento come questo in cui comunicazione può voler dire tutto.

Anita Lissona

Giornalista Pubblicista – CEO Lead Communication Milano – Consigliere Assorel

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