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Un diario nato per raccontare "senza filtri" l'agenzia attraverso la voce dei suoi attori. Un intreccio di storie e di esperienze per scoprire anche il backstage – easy & smart – del nostro lavoro.

 
 

Ecco dove va la Dolce Vita

9 Maggio 2013

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Il rapporto presentato il 6 maggio in Assolombarda dal Centro Studi Confindustria e Prometeia su “Esportare la Dolce Vita” prevede interessanti prospettive di crescita per quel sottoinsieme del Made in Italy che viene definito come il bello e ben fatto, BBF, di cui l’Italia è grande produttrice nei settori dell’alimentare, dell’arredo, dell’abbigliamento e tessile-casa, delle calzature, dell’occhialeria, dell’oreficeria-gioielleria. Crescita da attribuirsi soprattutto all’incremento dell’export verso i 30 Paesi emergenti analizzati dal rapporto.

A trainare la crescita  all’estero di BBF – beni di fascia medio-alta che rappresentano eccellenze italiane in cui confluiscono accuratezza artigianale delle lavorazioni, attenta cura dei materiali e alto grado di innovazione tecnologica – una serie di fattori sia culturali che di politica economica: innanzi tutto la loro capacita’ di evocare l’italian way of life. E’ proprio la reputazione di cui gode all’estero lo stile di vita italiano fatto di moda, cultura, cibo, arte, natura, a rendere questi prodotti fortemente aspirazionali, desiderabili. E oggi sempre più persone nei Paesi emergenti cominciano a poterseli permettere grazie a nuove politiche economiche attuate dai governi per favorire una maggiore dinamica dei mercati interni. Tra il 2012 e il 2018 emergeranno 194 milioni di nuovi benestanti, di cui l’84% nei Paesi emergenti, quasi 68 milioni localizzati nella sola Cina, con una crescita parallela di domanda potenziale di BBF.

Il rapporto si concentra proprio sulla Cina. “Dal posizionamento marginale che l’Italia aveva nei primi anni 2000, ha via via guadagnato posizioni in Cina e nel 2011 (ultimo anno disponibile) aveva sul grande mercato asiatico una quota del 10,5% sulle sue importazioni di BBF… se proseguisse anche nell’orizzonte di previsione 2012-2018 il trend messo in luce negli ultimi 4 anni (un punto di quota aggiuntivo ogni anno), la sola Cina sarebbe in grado di alzare la stima delle vendite italiane di BBF nei nuovi mercati al 2018 di oltre 900 milioni di euro, il 6% in più di quanto prospettato…” (Esportare la Dolce Vita, CAP.1, pag. 17).

In particolare, l’alimentare che oggi rappresenta il 32% dell’export di BBF italiano, guarda giustamente alla Cina come a uno dei principali mercati di sbocco: già oggi infatti il gigante asiatico ha spodestato la Russia come principale importatore di BBF alimentare tra i paesi emergenti.

La Cina arriverà nel 2018 ad assorbire 6,7 miliardi di importazioni di alimentare BBF a livello mondiale.

Secondo il rapporto, nel 2018 le esportazioni italiane di BBF alimentare nei nuovi mercati arriveranno a 2,3 miliardi di euro, oltre 500 milioni di incremento in sei anni di cui un quinto circa attribuibile alla sola Cinai (vedi slide grafico 1.8 fonte Rapporto pag 20).

Come favorire la diffusione dei nostri prodotti del BBF in Cina? 5 capacità cruciali: conoscere il profilo dei consumatori, selezionare l’area geografica di riferimento, conoscere le barriere commerciali all’ingresso, analizzare il sistema distributivo e scegliere la modalità più adatta a presidiarlo.

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Su tutte, però, fondamentale è la leva culturale: la comunicazione dell’italian life style attraverso il cinema, l’audiovisivo, l’editoria e il turismo. Mai come ora l’affermazione che con la cultura non si mangia viene smentita dai fatti: il prodotto culturale oltre ad essere esso stesso un bene esportabile, si presta a fungere da incentivo per aprire il mercato ai beni del settore manifatturiero italiano, anche nelle fasi preparatorie e di promozione antecedenti il lancio effettivo.

Lead crede fortemente, e non potrebbe non essere così, nel valore economico della comunicazione: la reputazione di un brand, e anche di un “brand paese”, è value for money reale. E la rete offre oggi uno strumento straordinario di creazione e diffusione di valore, soprattutto di fronte a un Paese immenso e disomogeneo come la Cina.

Incontrare quindi un influencer cinese del web può rappresentare una straordinaria opportunità di avvicinamento ai canali su cui viaggiano e si diffondono i flussi informativi nel Paese del Dragone.

Non a caso, oggi 9 maggio, a Milano è presente Lawrence Lo, uno dei più influenti food blogger cinesi (blog.sina.com.cn/lhyconsulting, lhyconsulting.blog.163.com), a cui si deve buona parte dell’informazione sull’agroalimentare italiano di qualità nel suo Paese. Lawrence Lo è ospite di Fabbri 1905, una delle aziende storiche del food italiano, fra le prime ad aver affrontato il mercato cinese.

Per l’occasione Lead ha organizzato un aperitivo con Lawrence Lo e alcune food blogger milanesi al Just Cavalli di Milano: un appuntamento friendly e piacevole ma di estrema concretezza e utilità per un confronto sul food blogging in Italia e in Cina.

Anita Lissona

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