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BLOG

Un diario nato per raccontare "senza filtri" l'agenzia attraverso la voce dei suoi attori. Un intreccio di storie e di esperienze per scoprire anche il backstage – easy & smart – del nostro lavoro.

 
 

L’impresa di fare i giornalisti

26 settembre 2017

Corriere ImpreseIl Corriere di Bologna ieri era in sciopero. La protesta della redazione è legata a quella del fondatore del “Corriere Imprese”, Andrea Rinaldi, prossimo a lasciare, se non daranno una struttura stabile a questo supplemento che da due anni esce tutti i lunedì insieme al Corriere.

Non entriamo nel merito delle scelte che hanno portato alla vertenza, ma vogliamo attirare l’attenzione sul fatto che, per noi, “Corriere Imprese” è appunto “un’impresa straordinaria” per la sua capacità nel portare alla ribalta storie e notizie, attinte di prima mano da una zona privilegiata del Nord Italia, per la sue concentrazione di aziende d’eccellenza, dalla meccanica all’agroalimentare.  Tutto questo con un pool di professionisti che sanno fare bene il loro mestiere, ma che come tanti colleghi lavorano con un contratto precario.

Fare il giornalista è difficile, specie oggi che è più facile ottenere un click con un video spiritoso che con una inchiesta, ma qualcuno deve rimanere a farlo. Speriamo che qualcuno ci ripensi.

(nell’immagine il primo numero di Corriere Imprese del 2015).

 

Quando la moda fa bene al territorio

20 settembre 2017

Sartoria Angela - Rovello Porro 17 sett

Settembre, tempo di sagre buone, paesane, dedicate ai prodotti che celebrano i luoghi e le genti che li abitano ricordandone storie e tradizioni. Così la Fera de Pomm De Tèra di Rovello Porro, cittadina di 6.200 anime sulla rotta Milano-Como, che celebra l’antico mestiere dei venditori ambulanti delle patate novelle che in zona si producevano.

La sagra oggi ha oggi nuove funzioni: occasione di ritrovo per la comunità, che ne approfitta per coccolare soprattutto gli anziani ospiti della casa di riposo locale, edi raccolta fondi a favore della Protezione Civile di Rovello Porro che opera dal 2009. Capitanata dall’instancabile Luigia Alberio, ha svolto tantissimi interventi in situazioni critiche, contando solo sul contributo umano ed economico di un pugno di volontari che per un giorno durante la Sagra si trasformano in cuochi, camerieri, addetti alle pulizie e all’accoglienza di un pubblico che arriva anche dai vicini comuni. Semplici, ma gustosissime le proposte gastronomiche, immancabili le bancarelle di bijoux e oggettistica, come i gonfiabili per i bambini, ma accanto all’esposizione di macchine agricole d’epoca e alla vendita di libri sulla storia del paese. Ma il clou è rappresentato dalla sfilata di una Rovellese celebre: Angela Formaggia, titolare di una sartoria d’alta moda a Milano dove l’artigianalità è la cifra del successo.

Abiti da sogno sfilano così indossati da splendide mannequin per la gioia di un pubblico entusiasta che in quegli abiti vede la conferma che salvare le buone tradizioni è possibile. Angela quest’anno ha offerto uno splendido abito da sposa a una giovane di Rovello purché si sposi entro il 2018 e non disponga di molti mezzi. Tra il pubblico si sono alzate molte mani di signore… mature disposte a nuovi matrimoni pur di indossare un abito così!  (Leadcom)

 

 

Aceto Balsamico & Rolling Stones: il Made in Italy vuole “Satisfaction”

20 settembre 2017

BOCCA ROLLING STONESCosa c’entra la tutela dell’aceto balsamico con i Rolling Stones? C’entra e vi spieghiamo perché. Come è noto gli inossidabili rocker inglesi saranno tra pochi giorni a Lucca, unica data italiana del loro “No Filter Tour”. Evento che già si preannuncia epocale, sia per la location che vede per la prima volta le affascinanti mura lucchesi ospitare un concerto per 55 mila spettatori, sia perché Jagger e compagni hanno dimostrato nelle loro ultime performance che sono come l’Amarone di Valpolicella, non è che invecchiando migliorano, diventano proprio qualcosa di straordinario. Come se Usain Bolt tra 40 anni corresse i 100 metri in meno di 9 secondi.

Ora immaginatevi un concerto dei Rolling Stones in qualsiasi parte del mondo, di cosa parleranno i media annunciandolo? Le testate di Germania, Austria e Svizzera e delle altre date del tour fanno riflessioni sulla loro evoluzione musicale, sull’ultimo album, e ormai anche sui loro nipotini. In Italia no, in Italia l’argomento più importante è: cosa mangeranno i Rolling Stones e il loro entourage.  Ed è giusto.  Siamo un Paese
orgoglioso del proprio cibo, sia nella cucina di mamma che nella bilancia dei pagamenti: con 38 miliardi di export e una crescita del 3% nel 2016, guai se ogni straniero che passa in Italia non si tramutasse in un ambasciatore del Made in Italy.

Però se alle star di Hollywood di una volta bastava rispondere “Pizza e spaghetti” alla domanda “cosa ti piace dell’Italia”, oggi si pretende un po’ più di competenza.  Quindi per le pietre rotolanti cucinerà Gennaro Esposito, il bistellato chef di Vico Equense e tutto, proprio tutto dovrà essere al top tra i sapori del backstage. Perché gli Stones amano la cucina italiana e sanno distinguere. E qui entra in ballo l’aceto balsamico uno dei prodotti italiani più esportati all’estero. Per la Lounge Vip la scelta è caduta sulle preziose ampolle di De Nigris, un’azienda che è talmente appassionata di aceto da aver creato a Carpi (vicino a Modena ovviamente) addirittura un parco a tema dedicato a questo prezioso IGP: il Balsamico Village. Ma soprattutto De Nigris è un’azienda italiana al 100%, dal 1889 è di proprietà della sola famiglia de Nigris che l’ha fatta crescere, creando prodotti curatissimi e diversificati per contenuto di mosto e invecchiamento fino ad arrivare al 27% del mercato in volume.

Non è una distinzione da poco parlando di Aceto Balsamico, prodotto che oggi è al centro di un dibattito sulla tutela del Made in Italy, dopo che un’altra delle più importanti aziende produttrici dell’Igp modenese è appena passata sotto il controllo di una multinazionale che, e qui sta il paradosso, è 100% inglese e tra i più famosi produttori mondiali di tè. Un po’ come se i Rolling Stones o un’altra formazione del brit rock duro e puro decidessero di affidarsi in toto a un manager specializzato in cantanti neomelodici napoletani. Niente da dire sul genere musicale, magari è una persona competente, ma poi se decide che i quattro devono suonare in un matrimonio a Mergellina?

Altre importanti aziende del balsamico sono sotto il controllo francese e tedesco e lo stesso discorso vale per la lunga lista di eccellenze in mano straniera, dal vino, al cioccolato, alla pasta. In tempi di libero mercato non si può invocare il protezionismo di stato, ma sicuramente sarebbe utile una politica che favorisca quei produttori italiani che sono l’ossatura di quei consorzi di tutela che rendono i nostri sapori così unici e ricercati dagli stranieri, tanto le rock star, quanto gli investitori. Non sono imprenditori che cedono di fronte al primo assegno, sono legati alle proprie tradizione e al proprio territorio, basterebbe giusto dargli ogni tanto un po’ “Satisfaction” per citare un titolo appropriato. (Alessia Placchi)Tinaie - Balsamico Village De Nigris